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Stefano Filippi

“Artista poliedrico, visionario ed esploratore curioso, Stefano predilige le creazioni trasversali che uniscono mondi e arti differenti, che si avventurano in viaggi di scoperta tra il visibile e l’invisibile, tra il poetico e il paradossale, tra leggerezza e profondità, tra ironia e audacia. Dentro e a cornice: gioco e benessere”.

Foto di Elena Cappanera

Stefano Filippi è regista di cinema e teatro, attore, autore e danzatore. Dopo aver fondato le Compagnie Mayor Von Frinzius (Livorno), Teatro Meridional (Lisbona), Teatro Ferramenta (Bologna), Frequenze Alfa Teatro (Pisa), ora lavora come libero professionista collaborando con fondazioni, enti, teatri, università, centri olistici e altri professionisti nel campo performativo, documentaristico e dell’evoluzione personale.

Laureato in Lettere e filosofia all’Università degli Studi di Pisa, si forma inizialmente alla Scuola di mimo e clown e successivamente studia e collabora con importanti registi teatrali e danzatori europei, tra i quali: John Mowat, Etienne Decroux, Leo De Berardinis, Ludwig Flaszen, Ornella d’Agostino, Inaki Azpillaga, Nicola Laudati, Didier Silhol e Raffaella Giordano.

È protagonista del film “Non c’è più niente da fare” (2008, regia di E. Barrese) e regista del film documentario “Ho bisogno di me”, di e con Paola Valeria Jovinelli (2021, vincitore del premio del pubblico in Sguardi Altrove Film Festival) e di “Perdue”, scritto da Elisabetta Z. e Laura Aimo, montato da Valentina Grigò (2024). Si occupa di eventi site-specific e teatro sociale. Da queste esperienze sono scaturite produzioni teatrali e audiovisive (cortometraggi e documentari) con il carcere di Gorgona Isola (LI), il centro psichiatrico Kaos di Perugia, la fondazione Emilia Bosis di Bergamo, la Rete museale della Lunigiana e la Regione Toscana che hanno ricevuto premi e riconoscimenti nel panorama dei festival nazionali e della ricerca universitaria.

Ha inventato il format dei Ritratti scritti e TALKeys, la consulenza della Lettura del nome attraverso cui si mette in ascolto e osservazione della persona di fronte fornendo mappe e orientamenti, suggerimenti e indicazioni pratiche per il suo cammino di scoperta ed espressione personale.

Come formatore integra la preparazione artistica con gli insegnamenti di maestri dell’evoluzione armonica del sé e dell’espansione animica, tra i quali: Francisco Sirigu su fisiognomica e maieutica, Alejandro Jodorowsky su psicomagia, psicogenealogia e tarocchi; Antonino Majorana ed Emanuele Mocarelli su radioestesia, cabala e tarocchi; Igor Sibaldi su angelologia e nuova teologia; Alexander Berlonghi sul rebirthing; Max Digambara sulla tradizione advaita; Shurta sulle danze sacre di Gurdjieff; Nader Butto sulla medicina olistica; Marco Baston sui percorsi sciamanici della tradizione tolteca; Sabrina Beretta su canalizzazione e ferite dell’anima.

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